mercoledì 20 maggio 2015

RIPETUTE BIKE CON LA PIOGGIA


ALLENAMENTO bike con ripetute....pomeriggio, ore cinque, nubi e vento ma si esce lo stesso, poi pioggerellina mentre slalomo tra le auto in questo traffico impazzito, nella periferia della metropoli balneare ...RIMINI come MIAMI.
Indecisione sulla strada da prendere, con bici da crono, fortunatamente gommata con fedeli copertoncini Tufo scolpiti e cerchi in puro alluminio.
Dopo un warm up tra file semaforiche, prendo la strada della statale 16 direzione Viserba. Il cavalcavia è impietoso, non tanto per l'erta, affrontata con un sano 36 – 23 ma per i fumi pestilenziali di quella solita acciaieria, posizionata oggi al centro della metropoli balneare. Già ieri avevo provato, devo dire con soddisfazione, la carezza dell'acqua marina del Lido di Rimini durante un allenamento-nuoto solitario e in condizioni meteo all'opposto, caraibiche.Un pizzicorino di chimica e tensioattivi presenti nel cristallino mare della metropoli balneare. Oggi, in più,  scarichi delle auto e   puzza di altoforno. 
Quasi quasi volto la biga e torno a casa...poi l'idea con la I maiscola: le ripetute le farò nella nuova arteria che taglia in due il Parco delle Fonti di Viserba.
Primo dei dieci giri:equilibrio instabile: il lato monte è più bagnato ma fortunatamente  non passano tante auto e l'asfalto è drenante. Il controcampo, alla prima tornata di rotonda è abbastanza ventoso, ma va bene per i due minuti primi di massimo sforzo come da tabella. Il vento mi scuote di qua e di là, devo stare attento ai tombini ma ora alla terza ripetuta comincio a ingranare e a capirci qualcosa arrivando alla folle velocità di  36 km/h ben lontano dallo sforzo massimo ma per oggi l'importante è stare in piedi. Ora non piove più anche se altre nubi minacciose si profilano da ovest, quarta tornata, quinta, tutto come da copione. I girini a Imola hanno fatto molta più fatica e hanno preso molta più acqua. In streaming ho visto la tappa e ascoltato i racconti dello scrittore romagnolo Cavina che parlava delle patachedi come di un imperativo del romagnolo medio di esaltare tutto nei propri racconti, anche l'episodio più insignificante, ma spero non sia il caso di questo post. Arrivo in capo a trenta minuti alla fine delle ripetute e solo nel defaticamento verso casa scroscia una pioggia forte ma non torrenziale ed appare un arcobaleno da sogno!
Stanco ma felice entro nel portone di casa dopo 25 km e 35 rotonde conquistate!

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