sabato 26 luglio 2014

CHALLENGE/IRONMAN ROTH GERMANY: THE RACE

...59' al giro della seconda boa, ora mi mancano solo 390 metri per finire la leg1. Vado del mio passo, respirazione ad ogni due bracciate, ma ora controllo più spesso la rotta, per imboccare con meno zig-zag possibili il corridoio di atterraggio, dò qualche gambata di forza e mi avvicino all'argine destro del Danubio, ormai è fatta , scorgo i volontari, una delle quali mi aiuta ad uscire dall'acqua: 1:18' il parziale, mi va benissimo! Cammino sulla moquette che porta alle sacche bike rosse e trovatola subito, mi infilo nella tenda del cambio. Devo fare poco: via occhialini e cuffia, via la muta.....non mi esce la gamba destra della muta, quella col chip dell'organizzazione, avevo sentito dire della solerzia dei volontari nell'aiutare gli atleti, ma qui, com'è giusto, devo fare tutto da solo.
Corro sul prato della T1 (Zona Cambio nuoto-corsa), arrivo alla Kuota K Factor, dopo la mount line salgo, è fatta, ora mi toccano i 180 km di ciclismo. La prima curva porta sul ponte del Danubio, già sento qualcosa di strano, allora chiedo ad uno spettatore se ho una ruota a terra, la posteriore,sembra di no.
Qui ci inoltriamo nella 'Foresta Nera', tanti ciclisti distanziati tra loro  dei regolari 10 metri, strade in ordine con varie discese. All' 11° km in una di queste vado a colpire con l'anteriore uno dei tanti tombini non segnalati! Essendo giù in prolunga, a parte il pericolo, il peso maggiore mi ha fatto esplodere lo pneumatico, devo quindi fermarmi nel prato a cambiarlo! Non sono nervoso, mi sembra di essere esterno alla gara, non so perchè, forse perchè essendo una gara lunga penso ci sia tempo per recuperare. Dopo circa 12' di lavoro nei quali gli altri che passano mi dicono:" I pray for you", riprendo, benchè i raggi abbiano ricevuto una bella botta. Faccio circa 30 km. in queste condizioni fino ad arrivare all'assistenza meccanica dove mi rimettono in sesto come possono la ruota. Riparto cercando di riprendere un certo ritmo. Sono le 10 e comincia a fare caldo sotto il sole, in bici questo non provoca tanto disagio ma l'irraggiamento solare favorisce la disidratazione, così nei fornitissimi ristori bevo moltissimo.
Arrivo alla fine del primo giro al SOLARER BERG, 
la salitella che è qui nota come il tempio del tifoso, il kilometro come l'Isoard al Tour de France,la percorro,ingolfato tra una gran fila di scalatori lenti. Vuoi per il problema ruota, vuoi per l'insistenza del pubblico, mi metto a fare le cose più strane:rispondo alla folla , faccio il segno V di vittoria, l'atmosfera narrata in tanti blog, che dovrebbe essere di...commozione, diventa esilarante, e così anche al secondo passaggio, con meno tifosi e la possibilità di superare i lenti sulla corsia di sinistra. Purtroppo a causa del caldo e della mia prudenza dopo aver visto varie ambulanze raccattare ciclisti finiti fuori pista nelle discese non mi permette che di arrivare in  T2 (Zona Cambio bici-corsa) dopo 6 ore e passa, ma l'importante è arrivare.
Questa volta, grande aiuto dei volontari: tolgo i piedi dalle scarpe bici e come un PRO scendo al volo e lascio il tutto ad un volontario, questo si che è motivante! Raccolgo la sacca blu del run e all'interno della tenda vengo vestito di tutto punto da una volontaria con la quale scambio anche due parole sulla riviera riminese.
Perdo un pò di tempo per un non procrastinabile bisognino al wc, poi inizio la leg 3, quella in teoria a me più congeniale, la maratona!
In tutto questo tempo non mi ha fatto male niente, le gambe stanno benissimo. Parto ai 5' al km. sempre nel parco ricavato vicino all'argine fluviale, tempo ora velato, ma mi accorgo di 'scottare' abbastanza, necessito di spugnaggi dopo tutto il sole che ho preso.
La corsa si svolge per il 90% su sterrato, io indosso le ZOOT KALANI 2,0 con suola in carbonio, buone per l'asfalto. Capisco che spingere sarà dura, ma visto le buone condizioni alle estremità prendo un certo passo anche se lentino. Molti camminano, partono forte poi si fermano con crampi.....
Ogni 2,5 km. c'è un ristoro, con tutto quello che si può desiderare per un pranzo, inizialmente non mi fermo, poi comprendo che dovrò più volte rifiatare. Su tutto, dico tutto il percorso, gli incitamenti degli abitanti locali che cercano di leggere correttamente il nome italico sul pettorale.
CIRO a MONACO DI BAVIERA
Nonostante l'andatura i 6' km comprensiva di pausa ristoro, i km si susseguono cadenzati, ormai la strategia è quella di un avvicinamento alla finish line costante, non mi voglio giocare la corsa ritirandomi ora.
Tempo ancora mutevole, al 27° km comincia un furioso temporale che fortunatamente mi toglie dall'annebbiamento da caldo ma trasforma lo sterrato in un lago di fango!
Penso anche alla family se ci sarà o no a incitare al 40°km alla piazza del mercato
perchè adesso viene giù una bella pioggia.
Fine dello sterrato, si arriva a Roth, da lontano scorgo due sagome amiche che mi incitano e mi fotografano incuranti della pioggia, fortunatamente qui di minore intensità: moglie e figlia! Grandi! Hanno fatto la gara anche loro, slalomando tra le tende dei negozi e delle birrerie per accompagnarmi per questi restanti due kilometri. Mi fermo, le abbraccio e facciamo le foto di rito festeggiando già la'vittoria' da finisher, poi riprendo verso la ferrovia, poi lo stadio del triathlon e la tanto sospirata finish line che passo dopo mille peripezie in 12 ore e 15 minuti, 

ma il tempo non conta! Vengo medagliato da Pete Jacobs col quale mi intrattengo un attimo ricordando che il cappellino che indosso, da lui autografato il giorno prima, ha portato fortuna! Il sogno IRONMAN si è avverato! Non riesco neanche a commuovermi ma, visto che mi trovo in buone condizioni fisiche provo una gioia immensa valutando, inoltre, molto positivamente la tabella di allenamento seguita in questi mesi (3 - continua)
Partenza per Roth

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