lunedì 20 maggio 2013

43° NOVE COLLI


LA NOVE COLLI se non si fa è fatica descriverla: nel viaggio verso i colli poi verso il mare trovi tutto un 'insieme di varia umanità che attraverso la bici esterna le proprie passioni.
Ho visto maturi padri di famiglia piangere come bambini ai piedi della salita abbracciando la propria biciletta, giovanotti muscolosi e prestanti arrancare e fermarsi ai bordi del BARBOTTO, rappresentanti del gentil sesso arrivare trionfanti al traguardo, persone di ogni nazionalità gareggiare tutti in gruppo appassionatamente. Purtroppo ho visto anche alcune cadute, gravi e meno gravi, le più stupide nel primo pezzo pianeggiante dove tutti abbiamo sprecato inutilmente energie preziose e sparato i nostri 50 km/h in scia a qualche alto e performante rappresentante dello sport del pedale.
Ma veniamo alla cronaca.
Bisogna dire che partire dalla griglia arancione impone ritmi infernali con orari antelucani. Infatti, svegliandomi alle tre e mezza dopo neanche due ore di sonno causa  sabato sera in giro per Rimini, parto per Cesenatico dove lascio l'auto e arrivo in griglia pochi minuti dopo le cinque! Fortunatamente sono a cento metri dalle transenne, ma in pochi minuti la fila di bici diventa colossale e i pettorali, garantiti fino al n.12000 si moltiplicano a perdita d'occhio e scorgo persino pettorali col n.13000 e oltre!

Dopo una snervante e fredda attesa parto alle 6.45, probabilmente passo sotto lo striscione alle 6:50, assieme alla marea di ciclisti che sprintano come fosse l'arrivo. Dopo dieci minuti ecco uno scroscio d'acqua, non so perchè ma a 50km/h cerco di infilarmi al volo la mantellina, ma mi entra nelle raggie della ruota di dietro, non cado, mi fermo e tolgo il tessuto ormai 'bruciato' dalle ganasce dei freni e riparto. Gran vento, bisogna stare coperti, ma sempre vigili a causa dei cambi di direzione imposti dalle rotonde e dalla folle e scriteriata velocità. In pochi minuti mi si induridcono i muscoli e ci credo, dopo due ore di attesa in griglia dovevo aspettarmelo. BERTINORO, inizia il primo colle; qui una marea umana e di carbonio mi ferma,è impossibile proseguire a qualsiasi passo, c'è anche l'ambulanza che si inerpica sul percorso! POLENTA, secondo 'castello' fila via un pò meglio.
Per risparmiare tempo ho deciso di non fermarmi ai ristori se non in casi eccezionali, ho tre borracce d'acqua (veramente due visto che una l'ho lasciata alla partenza) e gel a sufficienza.
FRATTA TERME, le gambe visto la discesa stanno meglio, ma mi sembra di non aver fatto tanti kilometri, ora c'è la terza salita che porta a PIEVE DI RIVOSCHIO, si va su bene, ma bisogna amministrare le forze. Dopo il mega ristoro di PIEVE che io salto, scartando una ruota di bici di uno fermo a bordo strada all'ultimo minuto, c'è la discesa con un vento tale da non stare in piedi. Uno davanti si ferma e tutti rischiano di centrarlo nella discesa strettissima, si viaggia inclinati controvento, altri brevi scrosci, peccato perchè il paesaggio di vallate incontaminate di queste zone è molto suggestivo.
Di  nuovo salita la quarta, ma ufficialmente il terzo colle:CIOLA. Come dicono i due che mi precedono dà fastidio sempre infatti, così è. Bisogna partir piano poi andare in leggera progressione. Però forse con asfalto irregolare è più dura la discesa di 10 km. verso MERCATO SARACENO. Proprio in arrivo a MERCATO, un bravo ciclista mi dice che ho perso il gonfia e ripara, sto per proseguire, ma vedo che la muraglia umana sul ponticello verso la cronoscalata del BARBOTTO è tanta. Allora torno indietro, riprendo la preziosa bomboletta e riparto.
Inizialmente vado su piano e un pò scoraggiato per il tempo perso di qua e di là, poi mi accorgo che il BARBOTTO, specie se fatto col 36x25 come faccio io è sempre una bella impresa e infine il colle più ostico della 9 colli breve diventa tuo amico, sempre tra il folklore più assurdo raccontato dallo speaker sulla tribuna dello stadio della salita in cima ad esso.
Ora non è tempo per amministrare, ci sono i MANGIAEBEVI post BARBOTTO, si fanno abbastanza bene ora che è caldo e sole pieno. SOGLIANO, mi fermo per pausa pipì, ho bevuto tantissimo secondo il nuovo piano di idratazione e alimentazione. Mi fermo, inaudito, anche per una Cola (mai bevuta prima).
Bisogna ora farsi largo tra le discese e agguantare un gruppetto per lo sprint finale, mentre si cominciano a vedere gli atleti della 9 COLLI RUNNING.
Trovo un riferimento a 20 km. dal traguardo coi quali faccio i cavalcavia di SAVIGNANO, poi si comincia ad intravedere il grattacielo di CESENATICO e arrivo in contemporanea alla prima donna (che onore!) (ma era partita nella griglia prima,ovviamente) con mio tempo ufficioso di 5ore e 30 (può essere?).
A domani per le classifiche ufficiali.

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