mercoledì 8 dicembre 2010

FULVIO MASSINI da: FIRENZE MARATHON

DA:FIRENZEMARATHON
ANALISI DELLA 27ma FIRENZE MARATHON
di Fulvio Massini

Eccoci come di consueto a fare il punto sull’edizione 2010 della Firenze Marathon. La caratteristica principale di questa edizione è stato il nuovo percorso; la forte volontà dell’amministrazione comunale e la bravura dell’amico Luigi Soriani hanno permesso la realizzazione di un tracciato molto più scorrevole, almeno per i ¾, rispetto alle passate edizioni. La partenza in discesa e poi lo “sfogo” sui viali, le Cascine all’inizio, il passaggio su Ponte Vecchio, sono stati i temi più apprezzati. Eravamo tutti noi molto preoccupati per la partenza con il trasferimento con i cordoni umani da piazzale Michelangelo a viale Michelangelo, per il passaggio sui viali e per il passaggio nelle zona di Campo di Marte, ma tutto è andato bene.
Il grosso lavoro di Luigi Soriani e del suo gruppo, dei funzionari dalla mobilità, dei volontari sul percorso, dei vigili urbani insieme al grande senso civico e comprensione dei fiorentini hanno permesso che tutto filasse liscio.
Le e-mail che arrivano dai concorrenti ci gratificano ed aggiungono anche che mai come a Firenze si sono sentiti coccolati, assistiti accettati.
Ma veniamo ai numeri; i siti internet e le emittenti televisive che dettavano i bollettini meteorologici hanno scoraggiato chi non si sentiva in perfetta forma ecco allora che 142 sono stati i podisti che hanno trasferito la loro iscrizione al prossimo anno. Il tempo inclemente insieme all’immancabile infortunio dell’ultimo momento hanno fatto si che a fronte dei 9.236 podisti che hanno ritirato il pettorale alla partenza si siano schierati in 8.499 pari ad una percentuale del 92%.
Gli arrivati sono stati 7.773 ovvero il 91,4 % rispetto ai partiti, un dato che non si discosta molto da quello che succede durante le maratone quando il clima è più buono. Ho seguito tutte le 27 edizioni delle Firenze Marathon in varie vesti e vi posso garantire che il tempo mai era stato così inclemente. Nel 1984 alla prima edizione pioveva, ma non era così freddo e poi ad un certo punto smise, nel 2008 piovve alla partenza ma poi smise, quest’anno è iniziato a piovere alle ore 5’45 circa e non ha mai smesso. La percentuale di ritirati è quindi da ritenersi non eccessiva, considerato il clima.
Vediamo la gara e soprattutto quanto il freddo e la pioggia posso avere influito in senso negativo sulla prestazione soprattutto dei top atleti. Si perché sembra proprio che il “muro” lo abbiano incontrato più loro degli amatori. Il passaggio alla mezza dei 3 etiopi è stato regolare come indicato nelle riunione tecnica a 1:03’43” ovvero ad una media di circa 3’01 km . L’obiettivo era battere il record della gara, quindi il passaggio è stato giusto e fino ad oltre il 30° tutto è stato perfetto. Fra il 33mo ed il 34mo km ho visto che è stato fatto 1km a 3’07”, il successivo a 3’14” poi 3’42”... Tola Bane il generoso battistrada si stava spengendo, i suoi compagni di fuga: l’esperto Geloma e l’esordiente Tedesse si erano già staccati. Il finale come sapete tutti è stato entusiasmante con arrivo in volata e vittoria di Tedesse con un tempo che per me sta diventando un incubo ovvero 2:12’40” a 4’00” dal record della gara persi tutti nel finale. Gli atleti questa volta erano molto forti ed allora cerchiamo di capire i motivi fisiologici del calo.
In situazioni di freddo, i gradi erano 4, ma pioveva quindi la temperatura percepita era più bassa, la prestazione all’inizio non subisce variazioni, perchè l’atleta ha sufficiente energia da poter mantenere un ritmo tale da produrre sufficiente calore interno e mantenere invariata la temperatura interna. Con il passare dei km le riserve energetiche diminuiscono, diminuisce la produzione di calore metabolico, diminuisce la temperatura interna e si va verso una situazione di ipotermia.
Ad uno dei Kenioti in gara ricoverato in ospedale a causa di un malore accusato intorno al 32 km è stata misurata una temperatura corporea di 33°; è stato dimesso subito e sta bene.
La corsa prolungata provoca l’aumento della utilizzazione degli acidi grassi liberi che è stimolata dalla produzione delle catecolamine ovvero da adrenalina e noradrenalina; il freddo però provoca anche vasocostrizione quindi il sangue ha difficoltà ad arrivare a prendere gli acidi grassi là dove sono depositati ovvero nel tessuto sottocutaneo. Quindi con il freddo la capacità di utilizzare il grasso sottocutaneo diminuisce. Come conseguenza di questo fenomeno si ha un maggiore consumo di glicogeno e non essendoci grassi a disposizione la prestazione cala e l’organismo diventa più sottoposto anche ai fenomeni di ipotermia. Gli etiopi abituati a correre a climi diversi rispetto a quelli di domenica 28 Novembre sono andati incontro proprio ai fenomeni precedentemente descritti. Da aggiungere anche che hanno bevuto solo acqua. Il rifornimento in gara regolarmente fatto dagli amatori, loro non lo hanno fatto, quindi anche questa è andata ad aggravare la loro situazione.
Anche la relativamente piccola stazza dei top runners puoi essere stata una delle cause del loro calo nel finale di gara. Il grasso sottocutaneo è un ottimo isolante che impedisce al freddo di entrare verso gli organi interni ed al tempo stesso al calore interno di uscire verso la superficie . Gli etiopi in gara a Firenze, di grasso ne avevano veramente poco. La capicità di disperdere calore dipende molto anche dal rapporto fra superficie corporea e massa corporea. I nostri top erano piccoli e leggeri quindi soggetti all'ipotermia. Non dimenticherò mai i brividi dai quali è stato colpito dopo l'arrivo il terzo arrivato Zola Bane. Il brivido rappresentano infatti una serie di contrazioni involontarie che permettono al muscolo di mantenere il “calore corporeo".
Le donne etiopi sono state più regolari, penso perché hanno corso a ritmo, pur da record della maratona di Firenze ma più adatti alle loro caratteristiche. Inoltre non dimentichiamo che le donne, in virtù di una maggiore quantità di grasso, hanno avuto maggiore protezione dagli eventi climatici.
Gli amatori che si sono migliorati e sono stati tanti sono partiti regolari e si sono alimentati in modo corretto durante la gara. Analizzando coloro che alleno io ho visto che i più meticolosi nell’alimentazione dei giorni pre gara sono stati quelli che hanno avuto maggior successo.
Un bravo va al nostro Matteo Renzi che di mestiere fa il sindaco guarda caso di Firenze. Non farà mai l’atleta, ma con la grinta e la determinazione dimostrata domenica 28 per le strade della sua, della nostra, della vostra Firenze di strada ne farà moltissima e la farà fare anche alla nostra 42,195. Complimenti Matteo !!! Complimenti e bravi a tutti voi. Ci vedremo nel 2011 per divertirsi a correre per le strade di Firenze.

5 commenti:

Marco C. ha detto...

magari il prox anno ci faccio un pensierino... ;)

web runner ha detto...

Perché, pioveva??
;)

ciro foster ha detto...

@Marco:Firenze è una bellissima città, la 'sua' MARA anche.
@WR:dopo un pò nmon capivi se stavi nuotando o altro....ah ah ah

lello ha detto...

FIRENZE E' FANTASTICA E IL PROSSIMO ANNO PROVO ROMA

ciro foster ha detto...

@lello:quasi quasi 1 pensierino sulla città eterna...

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